Ti sei mai chiesto se gli ultimi anni di lavoro, magari caratterizzati da part-time forzato, cassa integrazione o stipendi più bassi, possano paradossalmente danneggiare l’importo della tua futura pensione? La risposta è sì, ma esiste uno scudo legale per difendersi: la neutralizzazione contributiva.
Cos’è la neutralizzazione contributiva?
Si tratta di un meccanismo giuridico che permette di escludere dal calcolo della pensione i periodi di contribuzione "sfavorevole". In pratica, se alcuni contributi versati (come quelli figurativi per la disoccupazione NASPI o legati a stipendi ridotti a fine carriera) abbassano la media delle tue retribuzioni pensionabili, puoi chiedere che non vengano conteggiati.
I requisiti nel 2026
Non tutti i periodi possono essere cancellati. Per beneficiare della neutralizzazione nel 2026, devono essere rispettate due condizioni fondamentali:
- Il diritto alla pensione deve essere già maturato: Puoi neutralizzare i contributi solo se, escludendoli, mantieni comunque il requisito minimo di anzianità (ad esempio i 20 anni per la vecchiaia o i 42 anni e 10 mesi per l'anticipata maschile).
- Limite temporale: La legge e la giurisprudenza permettono di "neutralizzare" un massimo di 5 anni (260 settimane) di contribuzione dannosa.
Perché è vantaggiosa?
Senza questo meccanismo, i periodi a bassa contribuzione finirebbero nel calcolo della quota retributiva (Quota A e Quota B), abbassando la media e, di conseguenza, l'assegno mensile. Grazie alla neutralizzazione, la pensione viene calcolata solo sui periodi più redditizi, portando in molti casi a un incremento dell'assegno che può oscillare tra il 10% e il 20%.
Cosa fare se sei già in pensione?
La neutralizzazione non riguarda solo chi deve ancora smettere di lavorare. Se sei già in pensione e ritieni che i tuoi ultimi contributi abbiano danneggiato l'importo ricevuto, puoi presentare una domanda di ricostituzione della pensione all'INPS. In caso di esito positivo, avrai diritto non solo all'aumento mensile, ma anche agli arretrati (nei limiti della prescrizione quinquennale).
Il consiglio utile: Poiché il calcolo della convenienza è complesso, il modo più rapido per procedere è consultare il sito ufficiale dell'INPS o rivolgersi a un patronato per una simulazione gratuita della tua posizione contributiva.

